Nasce nel 1631 come ringraziamento per la fine della peste. Da allora, ogni 21 novembre, Venezia cammina fino alla Salute.
Per un giorno il Canal Grande si attraversa a piedi: un ponte votivo di barche unisce Santa Maria del Giglio alla punta di Dorsoduro, e le famiglie veneziane lo percorrono per entrare nella basilica del Longhena, accendere una candela e toccare la balaustra dell’altare.
Fuori, lungo la fondamenta, i banchi vendono candele, palloncini e i dolci della festa; nelle trattorie del sestiere si mangia la castradina, la zuppa di montone affumicato e verza che si cucina solo questo giorno.
Non è un evento per turisti e non costa nulla. È il giorno in cui la città torna dei veneziani, e chi arriva in silenzio è benvenuto.
Le messe si susseguono dall’alba alla sera; il ponte è aperto per tutta la giornata.
A Venezia si arriva a piedi o per acqua. Il ponte di barche parte da San Marco, lato Giglio.



Quattro cose che chi ci vive dà per scontate.
Tra le 10 e le 14 la fila sul ponte è lunga. All’alba o al tramonto attraversi in pochi minuti e la luce è migliore.
Fuori dalla basilica, pochi euro. Dentro non si fotografa e si sta in silenzio: è una preghiera, non uno spettacolo.
I pochi posti nelle trattorie del sestiere finiscono giorni prima. In alternativa, le pasticcerie vendono le frittelle della Salute.
A novembre l’acqua alta è possibile: guarda il bollettino del Comune la mattina e porta scarpe che possano bagnarsi.
Dorsoduro è il sestiere più tranquillo: un pomeriggio basta per attraversarlo.



La festa è gratis. Se vuoi un giro dei bacari con chi ci vive o una remata in laguna, queste le prenoti su Twip.
Le cose che ci chiedono prima di partire.
No, il 21 novembre l’ingresso è libero per tutti. La candela si compra ai banchi fuori.
Sì, con rispetto: si segue la fila, non si fotografa dentro, si tiene la voce bassa. Il ponte e la fondamenta sono per tutti.
Sì, è una struttura del Comune, con passamano e personale. Si attraversa a senso unico.
Una zuppa di montone affumicato, verza e cipolla che i veneziani mangiano solo il 21 novembre, in ricordo dei rifornimenti arrivati dalla Dalmazia durante la peste.
Possibile a novembre. Il bollettino del Comune esce ogni mattina; sopra i 110 cm si montano le passerelle.