Il Balon esiste dal 1856; il Gran Balon è la sua versione mensile, con centinaia di espositori in più.
Il sabato il Balon è il mercato dell’usato di Torino: banchi di vestiti, libri, ferri vecchi lungo via Borgo Dora e nel cortile del Maglio. La seconda domenica del mese si moltiplica: antiquari, rigattieri, collezionisti da tutto il Nord riempiono le vie fino al Cortile del Maglio e al canale Molassi.
Si trova di tutto: mobili piemontesi, lampade anni Sessanta, dischi, stampe, giocattoli, biciclette. Si tratta sul prezzo, si guarda molto e si compra poco. Intorno, i bar del borgo servono il bicerin e la focaccia dalle 7 di mattina.
L’ingresso è libero: è una strada. E a due passi c’è Porta Palazzo, il mercato alimentare all’aperto più grande d’Europa, che la domenica mattina è aperto fino alle 13.
Il Gran Balon non ha un programma: ha un ritmo. Questo.
Il Borgo Dora è in centro: si arriva a piedi, in tram o in metro.



Quattro cose che i torinesi danno per scontate.
Quasi nessuno accetta carte. Il primo prezzo non è mai l’ultimo: chiedi con calma, non offendere.
Alle 8 ci sono i pezzi migliori, alle 17 i prezzi migliori. Scegli cosa ti interessa di più.
Si torna sempre con qualcosa. Per i mobili, molti espositori consegnano a Torino per pochi euro.
Il Balon è sicuro, ma è affollato: zaino davanti e telefono in tasca chiusa, come in ogni mercato.
Il Quadrilatero Romano e Porta Palazzo sono a tre minuti: il centro storico più vivo di Torino.



Il mercato è gratis. Se vuoi il bicerin come si deve, il cioccolato in laboratorio o una cena in piola, queste le prenoti su Twip.
Le cose che ci chiedono prima di partire.
No, il Gran Balon è nelle vie del Borgo Dora: si gira liberamente dalle 8 alle 18.
Il sabato è il mercato dell’usato, più piccolo e popolare. La seconda domenica del mese arrivano gli antiquari e il mercato triplica.
Sì, è la norma. Con cortesia: un 20–30% in meno è ragionevole, soprattutto nel pomeriggio.
Quasi mai. Bancomat in corso Giulio Cesare e a Porta Palazzo.
Sì. Con la pioggia forte alcuni espositori restano a casa, ma il mercato c’è sempre.