Il punto in aria di Burano si fa con un ago, un cuscino e nessun telaio. Lo sanno ancora poche decine di donne.
Il merletto ad ago è nato qui nel Cinquecento e per due secoli ha vestito le corti d’Europa. Oggi lo lavorano ancora le merlettaie anziane dell’isola: sedute sull’uscio, con il cuscino sulle ginocchia, il tombolo e un ago, nelle mattine in cui c’è luce.
Si trovano nelle calli interne, lontano dalla via principale dei negozi: via Giudecca, le fondamente dietro la piazza, i cortili di San Mauro. Si guarda in silenzio, si saluta, e spesso raccontano. Alcune vendono i loro lavori: un centrino fatto a mano richiede settimane e costa il giusto.
Il Museo del Merletto, nella vecchia Scuola in piazza Galuppi, espone i pezzi storici e nelle mattine dei giorni feriali ospita le merlettaie al lavoro: costa 5 euro. Il resto dell’isola, con le case dipinte e il campanile storto, è gratis.
Un itinerario a piedi nell’isola, dalle calli delle merlettaie al campanile, in un paio d’ore.
Burano è nella laguna nord: si arriva solo per acqua, con il vaporetto pubblico.



Quattro cose che chi vive a Burano dà per scontate.
Le merlettaie lavorano con la luce naturale, dalle 9 alle 12. Il pomeriggio l’isola è dei turisti e loro sono a casa.
Sono a casa loro. Un sorriso e un “posso?”: quasi sempre sì, e spesso ti mostrano il lavoro da vicino.
Nei negozi della via principale molto merletto è a macchina o importato. Quello fatto a mano si riconosce dal prezzo e dalle imperfezioni.
Le signore vendono i loro pezzi sull’uscio; il bookshop del museo ha lavori certificati. Contanti per le prime.
La laguna nord: isole quasi vuote a una fermata di vaporetto.



Guardare è gratis. Se vuoi imparare il punto in aria, pranzare in una casa buranella o girare la laguna in barca, queste le prenoti su Twip.
Le cose che ci chiedono prima di partire.
No, Burano è un quartiere di Venezia: si paga solo il vaporetto e, se vuoi, il Museo del Merletto (5 €).
Nelle mattine di sole, nelle calli interne, quasi sempre. D’inverno o con la pioggia lavorano in casa: allora c’è il museo, nei giorni feriali.
Un centrino piccolo dalle 30 alle 80 €; un pezzo grande centinaia. Sono settimane di lavoro: se costa 5 €, non è fatto a mano.
Due ore per l’isola; mezza giornata con Torcello.
Nei bacari delle calli interne, o con un bussolà dal forno. I ristoranti sulla via principale sono per i turisti.