La Val d’Orcia è patrimonio UNESCO per il paesaggio: qui lo attraversi a piedi, senza recinti e senza biglietti.
Da Porta al Ciglio, a Pienza, la strada bianca scende tra i campi verso il torrente Tresa e risale morbida verso Monticchiello. Cipressi in fila, casali di pietra, i pecorai con i cani e le crete: le colline d’argilla che a settembre sono arate e in primavera verdi di grano.
Sono circa 6 km e 150 metri di dislivello, due ore di cammino con le soste. Monticchiello compare all’improvviso in cima: le mura, la torre, e nel paese il Teatro Povero, che da cinquant’anni gli abitanti scrivono e recitano ogni estate.
Le strade bianche sono pubbliche: non si paga niente. Il ritorno si fa a piedi per la stessa via, o con il bus scolastico che in alcuni orari collega i due paesi.
Tempi tranquilli, con le soste per le foto. È un cammino da fare piano.
Senza auto si può: treno fino a Buonconvento o Chiusi, poi il bus Tiemme per Pienza.



Quattro cose che chi vive nella valle dà per scontate.
Le crete non hanno ombra. A settembre la luce migliore è quella delle 17, e la temperatura pure.
Fontane in paese e a Monticchiello; niente in mezzo. Un litro a testa.
Strade bianche con sassi e argilla: dopo la pioggia si attacca alle scarpe e pesa. Con il sole, tutto facile.
Le botteghe del corso vendono il pecorino di Pienza stagionato nelle vinacce o nel fieno. Assaggio gratis, quasi sempre.
La Val d’Orcia: cinque paesi UNESCO a pochi chilometri l’uno dall’altro.



Il sentiero è gratis. Se vuoi entrare in un caseificio, in una cantina o vedere il Teatro Povero da dentro, queste le prenoti su Twip.
Le cose che ci chiedono prima di partire.
No: strade bianche pubbliche, borghi liberi. Solo il bus, se lo usi, e quello che mangi.
No: 6 km e 150 m di dislivello, quasi tutto su strada bianca. Il sole è l’unica fatica.
Fine settembre e ottobre con le crete arate; aprile e maggio con il grano verde e i papaveri. Evita luglio e agosto.
Sì, ma la domenica i bus sono pochi. Il sabato è il giorno più comodo per i mezzi pubblici.
Va in scena a fine luglio e agosto nella piazzetta di Monticchiello. Il resto dell’anno il paese è silenzioso, ed è bello così.